Brugora, la cui vita è stata sempre legata al complesso benedettino fondato nel dicembre 1102 per opera della famiglia Casati, ora divenuta
Casa di Riposo ”G. Scola”, ha origini probabilmente più antiche.
Alcuni autori storici indicano che il nome Brugora, d’origine celtica, derivi dai termini: Bruig (villaggio) o Brugh (brughiera, erica); lo troviamo indicato anche in una cartina della Brianza romana.
Nel 1648 era un borgo che contava 5 fuochi,
circa 20-30 persone.
Per molti anni Brugora aveva un tronco di strada che da un lato arrivava alla parrocchia di Monte, mentre dall’altra passava per la valle,ma il torrente Pegorino in piena, che scorreva nei boschi, spesso non permetteva il collegamento con Correzzana e le cascine vicine.
Intorno al 1960, anno di maggior densità abitativa, Brugora contava circa 200 residenti. Successivamente molti brugoresi si sono trasferiti altrove o nelle vicinanze, ma le radici e la forte tradizione del borgo li porta spesso a tornare a Brugora, soprattutto in occasione della festa dei SS. Pietro e Paolo ai quali è dedicata la chiesa.
Col passare degli anni Brugora è rimasta ,comunque, una piccola realtà
immersa nella campagna, dove la passione per il lavoro dei campi è stata tramandata da generazioni in generazioni ed è sempre stato legata alla Casa di Riposo G. Scola proprietaria delle terre circostanti che dava in affitto da coltivare agli abitanti-agricoltori di Brugora
Questo riscoprire la genuina semplicità del mondo contadino è lo spirito che
anima la festa popolare e paesana che da diversi anni è fatta rivivere a Brugora e che richiama molte persone dai paesi vicini.