Come ben sappiamo la facciata della chiesa esterna è una delle parti più antiche dell’intero complesso.
L’ingresso della chiesa è reso più importante dalla doppia rientranza ottenuta da un primo archivolto esterno appoggiato a due candide pietre, che raffigurano i simboli dei quattro evangelisti: a sinistra il volo dell’angelo ( S.Matteo) e il bove (S.Luca), a destra il leone alato (S.Marco) e l’aquila (S.Giovanni).
I quattro animali divennero simboli degli evangelisti sulla base di una lettura allegorica di un versetto dell’Apocalisse. Attorno al trono divino, Giovanni vide quattro esseri viventi:”Il primo vivente era simile a un leone; il secondo vivente aveva l’aspetto di un vitello; il terzo vivente aveva l’aspetto di un uomo; il quarto viventi era simile ad un’aquila che vola”
(Ap 4,7). L’attribuzione simbolica di questi animali agli evangelisti è antichissima e risale al secondo secolo; ecco le motivazioni:
· a Matteo è riservato l’uomo (spesso trasformato in angelo) perché il suo Vangelo comincia con la genealogia terrena di Gesù da Abramo fino a Giuseppe e Maria,
· a Marco è assegnato il leone, perché il suo scritto si apre con il deserto in cui Gesù tentato è “ in compagnia delle fiere” (Mc 1,13),
· a Luca va il vitello o toro, perché il suo Vangelo inizia nel tempio di Gerusalemme con i sacrifici celebrati da Zaccaria, futuro padre del Battista,
· infine Giovanni è l’aquila che spazia nei cieli del Verbo divino. Il suo Vangelo infatti comincia con “In principio era il Verbo”.
Proseguendo nella descrizione notiamo come l’arco dell’ingresso alterna pietre a cuneo lisce a pietre raffiguranti animali deformi, un manovale, un volto barbuto e motivi ornamentali ad intreccio.
I motivi sono decisamente di stile romanico antico,e probabilmente reperti provenienti da un edificio paleocristiano. Fuori dall’arcata , a destra, una pietra raffigura un piccolo mostro strisciante, forse un basilisco (secondo il mito: serpente che uccideva con lo sguardo). Tutte queste figure,quest’ultima compresa, simboleggiano il male e dovevano incutere paura.
La seconda arcata è sostenuta da due semi colonne sormontata da capitelli raffiguranti volti barbuti. E’ decorata da un motivo a foglie e colombe, il quale richiama la lavorazione bizantina. Troviamo tutti questi elementi decorativi anche in Sant’Ambrogio a Milano, in San Michele a Pavia e in Sant’Abbondio a Como.
All’interno dell’archivolto vediamo un affresco,raffigurante Gesù con S.Petro e S.Paolo,in grave stato di deterioramento.Durante la festa di giugno 2008 sarà possibile ammirare tale affresco e gli archi in pietra completamente restaurati